Pigna/IT

 

 

Indice
1. Introduzione
2. Popolazione e attività economica
3. Storia
4. Territorio e ambiente
5. Attività agricola
6. Prodotti tipici
7. Progetti
8. Pigna e la Comunità Montana Intemelia
9. Diagnostico
10. Bibliografia

1. Introduzione
Pigna, situata al centro dell’alta Val Nervia, è costituita da due centri abitati tipicamente medievali, il capoluogo e la frazione Buggio .
Si trova a mt. 280 s.l.m. e una estensione territoriale di ha. 5366 in territorio italiano e ha 1316 in territorio francese nel Comune di Saorge a seguito del trattato di pace del 1947.
La conformazione delle strade e degli isolati di Pigna è strettamente collegata sia alle caratteristiche fisiche del territorio, sia alle direttrici itinerarie che vi convergono.
Anche le dimensioni storico-politiche di quest’area “limitanea” interagiscono nella formazione del suo paesaggio urbano, risultando tutt’ora ben leggibili nelle immagini di architettura sintetizzanti i rapporti secolari intercorsi tra struttura sociale e spazio costruito.
La localizzazione strategica del castello alla sommità del promontorio nella chiusa di valle rappresenta la principale motivazione originaria d’impianto del borgo, oltreché la matrice fondamentale delle articolazioni itinerarie che ne hanno guidato nel tempo la crescita edilizia nella diversificazione delle gerarchie funzionali e sociali del tessuto urbano.
Nell’area di piazza Castello, sede della scomparsa fortificazione, si può quindi circoscrivere il nucleo più antico, come è anche testimoniato dai caratteri delle architetture superstiti, evidenziate dai coronamenti di archetti pensili gotici nella composizione della palazzata, dalla tipologia e dalla datazione delle componenti di arredo minore quali portali, sovrapporte, scale, archi, logge e così via.
L’attività economica attuale è legata ad un’agricoltura di tipo tradizionale, collegata alla riscoperta di colture tipiche, in stretta relazione con la salvaguardia delle tradizioni enogastronomiche e della cultura locale.
Tra i servizi gestiti dal Comune possiamo segnalare:
1. Asilo infantile, scuola elementare, scuola media, situate nell’edificio palazzo Isnardi in Corso Isnardi. (La mensa scolastica presente nella scuola è gestita dal Comune);
2. Casa di riposo Residenza Protetta L. Isnardi.
3. Acquedotto Comunale

2. Popolazione e attività economica
Nel Cinquecento la popolazione di Pigna e di Buggio era approssimativamente di tremila abitanti, essenzialmente agricoltori, pastori, allevatori. Una parte minore, però significativa, era costituita da commercianti ed artigiani. La prova: negli statuti comunali risalenti a quest’epoca, su un totale di più di trecentoquaranta, una trentina di articoli riguardano la regolamentazione delle attività dei mugnai , macellai, osti , tavernieri e “gabellotti” .
Numerose erano le greggi di ovini e di caprini, le mandrie e i capi di bestiame utilizzati per il trasporto dei prodotti agricoli e per l’aratura dei campi. Si seminava il grano, si coltivavano gli ulivi, la produzione di olio raggiungeva notevoli quantitativi. I boschi cedui venivano sfruttati per il carbone e i boschi di conifere per la produzione di legname. Numerose erano inoltre le attività artigianali legate al mondo agricolo: mulini, frantoi, fabbri ferrai, bottai ecc.
Alla fine dell’Ottocento, più precisamente nel 1871, i Pignaschi sono 3.515 . Nel borgo l’attività artigianale e commerciale contribuisce a mantenere le basi di una società dinamica che vive in autarchia.
Da questo momento in poi inizia il declino demografico. Infatti, si registra un calo della popolazione residente di circa il 10 % ad ogni decennio e, purtroppo, perdura fino ai giorni nostri non ostanti i vari progetti di sviluppo sostenibili promossi dal comune.
La popolazione di Pigna nel 1981 era di 1.221 abitanti (Capoluogo 1037; frazione Buggio 184) .
Nel 1991, la popolazione era di 1055 di cui 918 nel Capoluogo e 137 nella Frazione di Buggio . Secondo uno studio realizzato dall’ILRES (Istituto Ligure di Ricerche Economiche e Sociali) nel 1994 , questo decremento (–13,6%), più elevato rispetto agli altri comuni della Val Nervia, si deve alla lontananza dalla costa e la scarsità di occasioni lavorative alternative o complementari all’agricoltura rendendo problematica la permanenza in loco.
I tassi di natalità e mortalità riflettono le dinamiche tipiche delle aree montane soggette a rilevante spopolamento con tassi di natalità molto bassi ed elevatissimi tassi di mortalità determinati dall’invecchiamento ma anche dalla forte incidenza di popolazione anziana (tasso natalità = 3.69, tasso mortalità = 22.15) .
L’ultimo dato che abbiamo sulla popolazione di Pigna si riferisce all’anno 2003. Nel 1.1.2003 la popolazione residente era di 924:
• Nati vivi = 3 Morti = 25
• Gli scritti, in totale = 39, di cui 18 dall’estero
• I cancellati, in totale = 18, di cui 2 per l’estero.
Il 31.12.2003 la popolazione residente totale era di 923.
Quest’esodo, prevalentemente in forma stagionale, anche verso l’estero (principato di Monaco, Francia, Inghilterra) si deve alla necessità di altre fonti di guadagno dovuto all’impossibilità di vivere esclusivamente dell’attività agricola; i terreni sono pressoché incolti o vengono coltivati, nelle colture tradizionali, limitatamente per soddisfare i fabbisogni familiari. Sono conseguentemente scomparse le attività artigianali connesse all’agricoltura.
Questi dati evidenziano due fenomeni di fondo che connotano – in misura più o meno marcata – le aree interne ligure: il progressivo spopolamento delle zone montane e il contestuale, elevato invecchiamento dei residenti.
È comunque, da evidenziare il fatto che in questi ultimi anni si sono sviluppate, con buone prospettive per il futuro, floricolture di verde ornamentale anche in serra, qualche vivaio di piante floreali nonché alcuni frutteti.
Restano in efficienza alcune attività artigianali, in particolare nel campo della falegnameria e dell’abbigliamento.
È funzionante nei mesi da maggio a ottobre uno stabilimento termale, con l’annessa piscina di acqua solforosa.
Pigna non è frequentata da un turismo di massa. Numerose sono le persone che vi hanno acquistato una vecchia abitazione nel centro storico, l’ hanno ristrutturata e vi si recano a trascorrere il fine settimana o le vacanze annuali.

3. Storia
La storia di Pigna come nucleo abitato accentrato, ha inizio tra il XII ed il XIII secolo, con la costruzione del castello dei Conti di Ventimiglia, in una posizione particolarmente importante come punto di passaggio per la strada Ventimiglia -Triora, e sull'importante asse viario, (Sanremo - Baiardo - Castelvittorio - Pigna - Saorge) che collegava la costa con l'entroterra Piemontese e Nizzardo.
Sul territorio di Pigna sono state trovate tracce della presenza umana fino dall'epoca preistorica, in età romana la popolazione di Pigna faceva parte di un pago del municipio di Albintimilium (Ventimiglia). Il M. Toraggio che domina la conca di Pigna e forse riflette un pre-romano Turrabulum, dimostrano l'antichità dell'habitat stanziale nel territorio di Pigna. Presso la chiesa Benedettina di S. Tommaso, sorgeva un abitato romano o alto medievale, certamente anteriore alla costruzione del castello.
Più a monte, sulla direttrice Pigna - Castelvittorio, si incontra l'antica chiesa di S. Maria di Nogareto l'unica pieve paleocristiana dell'Alta val Nervia. Essa sorge presso una sorgente di acque termali, che ha dato il nome al lago sottostante,Lago Pigo: lacus putidus.Un altro piccolo presidio sorgeva in località Argeleu, dove si conservano i resti di un castello.L'abitato di Pigna, nella sua parte più antica, riflette la struttura del castello feudale: un'ampia cerchia di mura che comprendeva nel suo circuito il castello comitale (l'attuale piazza Castello: in la Cola) e le case dei consortes all'intorno, mentre lo spazio vuoto rimanente, fino ai piedi del castello presso il torrente Nervia (l'attuale Pecaster), serviva da rifugio agli abitanti delle campagne durante le incursioni nemiche. Nel XIII sec. Pigna passa sotto i conti di Provenza, la popolazione di consorti, militi e contadini si organizza in comune.
Nel XIII secolo il comune, stipula convenzioni con quelli limitrofi, (Castelvittorio, Triora, Apricale, Dolceacqua, Saorge e Briga), per le aree silvo-pastorali indivise. Tra la metà del XIII secolo e quella del XIV l'alta val Nervia fu travagliata da lotte cruente; la contesa tra guelfi e ghibellini rifletteva il conflitto, più ampio, tra il regno di Provenza e la repubblica di Genova. Pigna guelfa soffrì particolarmente, finché nel 1365 una pace firmata presso il ponte di lago Pigo pose fine alle ostilità.
Nel 1388 il governatore di Provenza, cede queste terre ad Amedeo VII conte di Savoia: un documento del 1388, conservato nell'archivio comunale, riporta il rilevamento dei beni pubblici e della popolazione, fatto dagli inviati del nuovo signore. Risalgono al Medioevo cinque luoghi di culto del territorio di Pigna: la chiesa monasteriale di S. Tommaso, fondata nel XII secolo dai benedettini lerinensi e probabile filiazione di S. Michele di Ventimiglia - la chiesa parrocchiale di S. Michele - dove è collocato il grandioso Polittico di G. Canavesio (1500) - il Santuario della Madonna del Passoscio, la cappella rurale di San Lorenzo e la chiesa di S. Bernardo , dove è visibile l'importante ciclo di Affreschi di G. Canavesio (1482).
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4. Territorio e ambiente
Il territorio del comune di Pigna si configura come area montana e occupa la maggior parte dell’alta val Nervia. Esso comprende due centri abitati, il capoluogo e la frazione di Buggio.
Il torrente Nervia lo attraversa da nord-est a sud-ovest, a un’altitudine di 300-200 m sul livello del mare. Le cime dei monti, sul versante settentrionale della valle, costituiscono la linea spartiacque con il Piemonte e raggiungono o superano i 1500 m di altitudine.
La valle ha pendii molto ripidi e aspri, il fondovalle si allarga leggermente solo nei pressi del capoluogo. Il pendio rivolto a settentrione è coperto di boschi di castagno e di rovere, fino a una certa altezza: in dialetto lo chiamano l’ibagu (dal latino opacus, “ombroso”). Il versante opposto, l’abrigu (cioè “l’aprico”), è coltivato. Nei tratti più ripidi prevale l’ulivo, mentre sui pendii più dolci, terrazzati artificialmente, che si incontrano all’altezza media di 500-600 m, si trovano il seminativo arborato e la vigna.
Queste zone costituiscono le aree di coltivazione più antica, e furono probabilmente messe a coltura fin dall’epoca romana.
Oltre alla parte centrale, compatta, il territorio comunale di Pigna comprende anche due “isole”: il monte Gordale, circondato dal territorio di Castel Vittorio e il monte Comune, inserito nel territorio di Isolabona. Queste isole sono il frutto di due divisione di territorio intercomunale, avvenute rispettivamente nel 1476 e nel 1356.

5. Attività agricola
Nel Comune di Pigna esistono 229 aziende agricole di cui 227 a conduzione diretta del coltivatore. 194 di queste aziende usano manodopera esclusivamente familiare, 27 con manodopera familiare prevalente e, soltanto 6 con manodopera extrafamiliare prevalente. Appena 2 aziende agricole sono a conduzione con salariati.
La superficie totale delle aziende agricole è di 4.149,98 ettari, quindi l’equivalente a 77,3 % del territorio comunale. Un dato interessante riguarda la conduzione diretta del coltivatore, che utilizza 328,61 ettari contro i 3.821,37 ettari a conduzione con salariati.
Di queste 229 aziende agricole, 215 hanno titolo di possesso dei terreni ed equivalgono a 4.055,90 ettari. Il 97,7 % della superficie totale delle aziende agricole è, quindi, di proprietà delle proprie aziende.
Invece, la superficie agricola utilizzata (SAU) è di 1.576,96 ettari, di cui 233,10 ettari a conduzione diretta del coltivatore e 1.343,86 ettari a conduzione con salariati.
Anche qui troviamo il 94,3 % della SAU di proprietà delle proprie aziende agricole.
Un’altra caratteristica interessante è il fatto che, delle 229 aziende agricole, 135 di queste hanno meno di un ettaro di superficie, 57 hanno da uno a due ettari di superficie, 33 hanno da 2 a 5 ettari di superficie, 2 hanno da 5 a 10 ettari, una ha da 50 a 100 ettari e una possiede oltre 100 ettari.
Per quanto riguarda l’utilizzazione dei terreni, dei 4.149,98 ettari della superficie totale delle aziende agricole:

• 38,33 ettari sono utilizzati per i seminativi;
• 120,96 ettari per coltivazioni legnose agrarie;
• 1.417,67 ettari per prati permanenti e pascoli;
• 1.871,59 ettari per boschi;
• 624,76 ettari non utilizzata;
• 76,67 ettari per altro (non identificato).

La superficie a boschi ha la maggiore estensione nel comune di Pigna. Va ricordato che i comuni di Ventimiglia e di Pigna hanno la maggiore estensione territoriale della Comunità Montana Intemelia, e rappresentano il 38,47 % del territorio dei dodici comuni appartenenti.
Quanto alle caratteristiche delle aziende nel Comune di Pigna possiamo segnalare:
• Coltivazioni ortive: 9 aziende (0.95 ettari);
• Vite: 91 aziende (10,90 ettari);
• Olivo: 195 aziende (100,29 ettari);
• Agrumi: 5 aziende (1,49 ettari);
• Fruttiferi: 63 aziende (7,32 ettari);
• Bovini: 1 azienda (37 capi, di cui 16 vacche);
• Ovini: 2 aziende (32 capi);
• Caprini: 2 aziende (8 capi);
• Allevamenti avicoli: 3 aziende (49 capi);
I dati evidenziano la debolezza strutturale delle attività agricole per la forte incidenza del patrimonio boschivo, la prevalenza delle coltivazioni permanenti e la piccolissima dimensione della proprietà.
Si tratta, ovviamente, di un comune che deve, forzatamente, trovare fonti di reddito alternative all’agricoltura e ciò spiega l’ulteriore, sensibile flessione della popolazione avvenuta in questi ultimi decenni.

6. Prodotti tipici
Olio, vino Rossese, formaggio, ricotta dalla quale si ricava il caratteristico brussu, funghi sott’olio, olive in salamoia, pomodori secchi. Da ricordare i famosi fagioli di Pigna.
Fagiolo Bianco di Pigna
Il “Fagiolo bianco di Pigna” è presente sui territori di Pigna, Buggio e Castelvittorio da oltre 300 anni. Gli abitanti di tali comuni conobbero il fagiolo all’inizio del’600 grazie all’intensa attività commerciale delle città costiere della Riviera, dove approdavano le navi spagnole cariche di cibi del Nuovo Mondo.
Il territorio nel quale viene coltivato il “Fagiolo Bianco di Pigna” si configura in un’area collocata esclusivamente nell’alta Val Nervia compresa nei comuni di Pigna, Castelvittorio e in minima parte in quello di Isolabona. È attraversato dal torrente Nervia e da moltissimi altri rii che trasportano acqua di natura calcarea che, assieme a terreni particolarmente drenati, caratterizza il gusto e le caratteristiche organolettiche del fagiolo.
Le aree coltivate sono collocate nelle zone denominate in dialetto all’Abrigu (cioè all’aprico) esposte al sole, dove le colline hanno una conformazione dolce con leggeri pendii adatti per poter essere coltivati.
L’area di produzione del “Fagiolo Bianco di Pigna” è compreso in una fascia altitudinale compresa tra i 300 e gli 800 metri slm, ai piedi dei monti delle Alpi Marittime (Monte Toraggio e Pietravecchia), in piccoli appezzamenti molto spesso di difficile accesso ai normali mezzi meccanici; in genere in prossimità di piccoli rii per facilitare le operazioni di irrigazione che vengono praticate sia nella forma tradizionale a scorrimento naturale con l’ausilio di piccoli canali (beai), sia per aspersione adottando le moderne tecniche di irrigazione.
La creazione del “consorzio di tutela” ha dato la vera spinta verso il raggiungimento dei risultati che il “Fagiolo Bianco di Pigna” sta ottenendo in questi ultimi anni, primo tra tutti l’esser divenuto un Presidio Slow Food.
La produzione annuale del “Fagiolo Bianco di Pigna” si aggira mediamente sui 40-45 quintali.
Il prossimo traguardo prefissato è quello del riconoscimento di IDENTIFICAZIONE GEOGRAFICA PROTETTA (IGP) che permetterà di tutelare maggiormente non solo i consumatori ma anche gli stessi coltivatori che ogni giorno si devono scontrare con un fervente mercato di falsi Fagioli di Pigna. (tutt’ora gli unici Fagioli di Pigna garantiti sono quelli venduti negli appositi sacchetti marchiati e sigillati dai soci del Consorzio di tutela).
I presupposti per un incremento produttivo sono quindi stati posti, basti pensare che negli ultimi tre anni la produzione dei soci iscritti al Consorzio di tutela è triplicata.
Olio extravergine di olivo
• Frantoio Cooperativo “La Pignese”
Nel territorio di Pigna la varietà coltivata da sempre è l’oliva “TAGGIASCA” frutto di media grandezza e di eccelsa bontà. La varietà taggiasca ben si adatta ai climi dell’alta Val Nervia dove per alta valle si intendono essenzialmente i Comuni di Pigna (frazione Buggio) e Castelvittorio.
L’attuale frantoio rappresenta il meglio della tecnologia a servizio della produzione dell’olio di oliva.
Il processo di lavorazione inizia con la defoliazione del frutto totalmente automatica; segue il lavaggio, prima del passaggio nelle macine in pietra per la frangitura. Ultimata la frangitura avviene una successiva gramolazione, in ambiente termicamente idoneo, per passare infine alla supercentrifuga per la separazione della sansa dall’olio, e quindi nel cosiddetto separatore per un’ulteriore trattamento a freddo, a garanzia del risultato del prodotto finale,cioè il famoso olio extravergine di oliva.
I trattamenti suesposti garantiscono una ottima qualità del prodotto, dal sapore assolutamente impareggiabile.
La cooperativa “La Pignese” perseguendo lo scopo di uno sviluppo della qualità dell’olio e della salvaguardia del prodotto, promuove una campagna di tesseramento aperta a nuovi soci. Oggi conta con la partecipazione di 80 soci, in località Regione Cancelli.
La produzione è dell’olio extravergine di oliva.
Miele millefiori (Pastor Paolo)
Si trova in Frazione Buggio, punto vendita in via Borfiga 24 e la produzione è del miele millefiori.

7. Progetti
“La Stanza della Sostenibilità”
La Comunità Montana Intermelia ha sostenuto un progetto, cofinanziato dall’Unione Europea, per la creazione di un Centro di Educazione Ambientale intitolato: “La Stanza della Sostenibilità”. Questo progetto ha già realizzato alcune iniziative di sviluppo sostenibile, fra cui:
• il ripristino di sentieri nel territorio
• la raccolta differenziata dei rifiuti
• l’adesione a iniziative esterne di promozione turistica di qualità
• la creazione di appositi percorsi enogastronomici e culturali
• la valorizzazione dei prodotti tipici locali
• l’offerta turistico-culturale a misura d’uomo
• il sostegno alle aziende agrituristiche e bed & breakfast
• l’istituzione di corsi di formazione e aggiornamento.

“Le vie dei sapori e dei colori”
Secondo Gianstefano Orengo (Presidente della Comunità Montana Intemelia), Il progetto "Le Vie dei Sapori e dei Colori" nasce da un'idea nuova di valorizzazione del turismo rurale. I quattro itinerari de "Le Vie dei Sapori e dei Colori" hanno la caratteristica di provocare profonde e diverse emozioni, esaltando le ricchezze naturalistiche e paesaggistiche, storico-artistiche, etnologico-folcloristiche di tutto il territorio della Comunità Montana Intemelia.
“Vie dei Sapori e dei Colori" si inserisce come valido strumento per un'offerta turistica integrata tra i prodotti tipici e la valorizzazione del patrimonio storico e culturale che aggrega sia enti pubblici che aziende private.
Il programma è caratterizzato anche da un sistema di segnaletica stradale ed aziendale; in ogni comune è poi collocato un grande tabellone sul quale trova posto una suggestiva immagine del territorio della C.M.I.
L'intero progetto è stato realizzato con i contributi comunitari, nell'ambito degli obiettivi definiti del Regolamento dell'Unione Europea inteso a sviluppare le zone rurali della Comunità denominato Obiettivo 5b.
Il percorso rosso riguarda il territorio di Pigna ed attraversa l’intera val Nervia, una delle più belle vallate del Ponente ligure. Il comprensorio si snoda per circa venti chilometri lungo il corso del fiume Nervia, estendendosi dal mare fino ai crinali delle Alpi Marittime, un maestoso gruppo di montagne che, per la loro scenografica configurazione, vengono chiamate le “piccole Dolomiti” della Liguria. Vicino alla costa, l’alveo dell’omonimo fiume, per l’abbondanza delle acque è da considerarsi un’area di elevato interesse naturalistico, che assume il nome di “zona umida”: gli uccelli migratori fanno sosta in questo sicuro rifugio durante i loro lunghi viaggi, particolarmente in primavera e in autunno per la riproduzione.
Questa direttrice è formata dai seguenti borghi: Camporosso, Dolceacqua, Isolabona e Pigna.
“Pigna e Saorge ecomuseo europeo delle aree interne”
Il Progetto di ecomuseo europeo delle aree interne, finanziato all’ottanta % dalla Comunità Europea, ha come obbiettivo la promozione e la valorizzazione del patrimonio ambientale e storico insediativo del territorio compreso tra i comuni di Pigna (Italia) e Saorge (Francia).
Il progetto fa riferimento ad una serie di azioni esemplari, in località ben definite della secolare direttrice storica della transumanza estesa dalla Valle del Roya, in Francia, alla valle Nervia, in Italia, che potranno in seguito essere riproposte nell’intera regione transfrontaliera.
L’Università di Genova, insieme ai due Comuni di Pigna e di Saorge, è la principale protagonista di quest’iniziativa e rimane, quindi, il partner culturale ed operativo fondamentale dell’intero repertorio di azioni previste dal progetto.
Il progetto favorisce, anche, la creazione di nuovi posti di lavoro e l’incremento delle presenze turistiche-culturali, contribuendo così ad una miglior qualità e condizione di vita della popolazione residente.

8. Pigna e la Comunità Montana Intermelia
La Comunità Montana Intermelia è un Ente Locale della Provincia di Imperia costituito con Legge Regionale del 19.04.1996, nº 20; la sede legale è situata in Dolceacqua, ove di norma si riuniscono gli Organi istituzionali. In origine ne facevano parte 12 Comuni. La Legge Regionale nº 1 del 01.10.2000, ha portato a nuove delimitazioni del territorio della C.M.I. con il conseguente ingresso dei Comuni di Camporosso, Soldano, San Biagio e Vallebona.
Quindi oggi fanno parte della Comunità Montana Intermelia i seguenti Comuni dell’Estremo Ponente Ligure: Airole, Apricale, Baiardo, Camporosso, Castelvittorio, Dolceacqua, Isolabona, Olivetta San Michele, Perinaldo, Pigna, Rochetta Nervina, San Biagio della Cima, Seborga, Soldano, Vallebona, Ventimiglia.
Il suo ruolo istituzionale consiste nell’attuazione di attività rivolte alla promozione economica sociale e culturale nell’ambito geografico montano dell’entroterra di Ventimiglia.
La legge regionale Nº 33 del 13 Agosto 1997 ha come finalità la promozione, attraverso l’istituzione delle Comunità Montane, della salvaguardia, della valorizzazione e dello sviluppo economico delle zone montane secondo i seguenti concetti ispiratori:
• Il miglioramento delle condizioni di vita delle popolazioni residenti nelle zone montane come condizione indispensabile ad evitarne l’abbandono.
• La salvaguardia ed il mantenimento dell’attività agricola come lo strumento più efficace di presidio e tutela del territorio.

Fra i compiti istituzionali delle Comunità Montane rientrano le seguenti attività:
1. Il recupero dei luoghi abitati della montagna attraverso l’incentivazione finanziaria all’insediamento di singole persone o attività economiche.
2. Finanziamenti per investimenti in attività agricole da parte di coltivatori diretti, cooperative, consorzi.
3. La promozione di prodotti agro-alimentari.
4. Gli interventi di sistemazione idrogeologica e forestale.
5. La conservazione e la valorizzazione del patrimonio forestale.
6. La tutela paesaggistica anche a fini produttivi, turistici e ricreativi.
7. La promozione del patrimonio storico e culturale, delle tradizioni e del folklore della montagna.
8. La promozione di iniziative e la realizzazione di servizi destinati all’assistenza delle persone anziane e all’orientamento e la ricreazione dei giovani.

Il buon funzionamento della Comunità Montana è assicurato dagli Organi seguenti:
Il Consiglio Generale: Costituito da tre rappresentanti per ogni comune, resta in carica per quattro anni. È l’organo di controllo politico e amministrativo della Comunità. I consiglieri sono organizzati in gruppi di affinità politica e possono formare delle Commissioni per la risoluzione di problemi specifici. Le riunioni del Consiglio sono pubbliche.
La Giunta Esecutiva: Il consiglio generale esprime una maggioranza che svolge l’attività di governo della Comunità attraverso una Giunta Esecutiva. La Giunta è composta di un Presidente, che è anche presidente del Consiglio Generale, di un vice Presidente e da cinque Assessori. Essi deliberano, in seduta segreta, secondo una maggioranza di almeno quattro componenti. Il Presidente dirige e coordina l’attività della Giunta, assicurandone l’unità dell’indirizzo politico e amministrativo.
Il Presidente: Il Presidente, eletto dal Consiglio, rappresenta l’Ente, assicura la coerenza dell’attività politico-amministrativa e l’esecuzione degli atti, coordina l’attività degli organi collegiali e sovrintende al funzionamento dei servizi e degli uffici. Resta in carica per la durata del Consiglio che ne ha decretato l’elezione.

9. Diagnostico
Il problema più grave che colpisce il comune è senza dubbio il continuo calo della popolazione a causa della mancata opportunità di lavoro. La necessità di un’attività economica, alternativa all’agricoltura, obbliga i suoi abitanti a cercare altre occupazioni nei comuni costieri o all’estero, come in Francia o nel Principato di Monaco.
Creare posti di lavoro è la priorità assoluta del Comune per evitare l’abbandono totale del territorio e le relative conseguenze.
Per quanto riguarda lo sviluppo dell’agricoltura, nonostante l’aumento incoraggiante della produzione dei “fagioli di Pigna”, gli agricoltori si lamentano della cattiva manutenzione delle strade.
Gli avicoltori risentano della crisi, ormai mondiale, che attinge il settore a causa dell’influenza aviaria.
Il calo del consumo della carne bianca si fa sentire anche nella mensa scolastica, dove i genitori rifiutano il consumo dei prodotti avicoli (carne bianca e uova) ai propri figli, provocando forte carenza nutrizionale e le relative conseguenze.
L’uso, nei comuni limitrofi, di pesticidi e agrotossici per l’agricoltura che, probabilmente, è la causa di un elevato numero di morte per motivi tumorali.

10. Bibliografia
• AA.VV., Pigna e il suo territorio, Guida turistica e carta topografica, Istituto Geografica De Agostini, 1988;
• AA.VV., Le Comunità Montane in Liguria: un’ipotesi di lavoro, Osservatorio Socio Economico, 8º Rapporto OSE, 1994;
• AA.VV., Pigna da scoprire, Tipolitografia Alzani, Pinerolo.
• AA.VV., Il libro dei parchi della Liguria, Ufficio Parchi e Aree Protette, Microart’s S.p.A. Recco (GE), 1999;
• EluèreChristiane, Botteghe ed Artigiani- Museo di Pigna “La Terra e la Memoria”, Guida 2, Comune di Pigna, Graficolor, Arma di Taggia, 2005;
• Eluère Christiane, L’acqua racconta – L’uomo e l’acqua nelle Alpi Meridionali, Comune di Pigna, Comunità Montana Intemelia, Pigna 2004;
• Ossian De Negri Teofilo, Il Ponente Ligustico – incrocio di civiltà, Cassa di Risparmio di Genova e Imperia, Stringa Editore, Genova, 1974;
• Ricchetti Mauro, Ulivi e Pietre di Liguria – insediamenti abitativi dell’entroterra, volume Iº: Il Ponente, Stringa Editore, Genova;

>> Siti Internet: <<

http://www.istat.it

http://www.comune.pigna.im.it

http://www.agriligurianet.it